15/10/2018 ~ Autosvezzamento: quando a svezzarsi ci pensano loro.

La Mozzarella in Carrozza - Autosvezzamento: quando a svezzarsi ci pensano loro.

La 'prima volta' di Bianca con l'autosvezzamento e cosa ne penso.

Dimenticate pappe, omogenizzati e frullatori. Con l' autosvezzamento il bambino avrà un approccio diretto col cibo, imparando anche a manipolarlo, prima, e a gestirlo, poi. Tutti i pro e contro di un metodo alternativo allo svezzamento tradizionale.

Una settimana al compimento di 6 mesi. Corsa dal pediatra per farsi dare tutte le dritte su cosa fare e come iniziare lo svezzamento. Si parla di: omogenizzati, farine istantanee e, udite udite, liofilizzati. Dopo aver seguito pedissequamente tutti i suoi consigli, ci accingiamo a preparare la sua prima pappa, che, il più delle volte, non riscuote il successo che ci aspettavamo. Con Bianca, forse perché seconda figlia, questi passaggi li ho, per così dire, saltati. La prima cosa che le feci assaggiare non appena notai interesse da parte sua nei confronti del cibo, furono i fusilli con le zucchine che avevo preparato per me. Con le sue manine cicciose ha cercato subito di prenderne uno, l’ha guardato, poi ha guardato me e poi…l’ha gettato a terra. “Niente male come inizio”, mi son detta. Poi ho continuato ad osservarla fino a che, finalmente, ha portato il fusillo alla bocca. Il suo faccino, dapprima dubbioso e perplesso, ha poi manifestato un sorriso di approvazione. Certo, si è limitata a ciucciare ma qualcosa è andato giù e, nel suo caso, se staccava un pezzo troppo grosso, lo sputava da sola. Quella che prima è stata una fase puramente di scoperta e curiosità, è finita col diventare desiderio e piacere di mangiare.

In questo percorso mi sono sentita abbastanza sicura, prima cosa perché la pediatra di Bianca ha approvato la mia scelta, in secondo luogo perché arrivavo da un’ esperienza alquanto frustante che avevo avuto con Leonardo legata allo svezzamento tradizionale. A cosa mi riferisco? Al fatto che l’ altra sera Bianca mangiava insieme a noi il pollo con i broccoletti mentre Leo si gustava il suo piatto di pasta in bianco. Certo, anche la piccola ha i suoi gusti: ci sono piatti che non gradisce, cene o pranzi che salta. Come ci sono bambini svezzati tradizionalmente che mangiano di tutto. L’idea di fondo, secondo me, è quella di evitare forzature o atteggiamenti che porterebbero i vostri bambini a non vivere serenamente il momento del pasto.

Quindi, Cosa dò da mangiare a Bianca? La risposta è semplice: quello che cucino per tutti noi. In famiglia non abbiamo allergie, tanto meno siamo abituati a cotture o condimenti pesanti. Proponete del cibo che possa essere di facile presa, quindi carote al vapore o bollite tagliate a bastoncini, polpette o crocchette di forma allungata, pasta corta tipo fusilli o pennette. E non preoccupatevi: all’inizio saranno solo assaggi, successivamente diventeranno pasti completi.

Per tutte le mamme in ascolto, infine,  mi sento di dare un ultimo consiglio: i nostri bambini sono come un foglio bianco, sul quale spetta a noi, in questa fase, scegliere quanto e come colorare. L’ unico sapore che loro conoscono è quello del latte (materno o in polvere). Aiutiamoli gradualmente nella scoperta del cibo, senza iniziare per forza da quello dolce, come potrebbe essere la frutta. Usiamo il nostro buon senso, e sentiamoci libere di fare quello che riteniamo più giusto per noi e per i nostri figli, senza seguire mode o regole troppo rigide. Perchè una mamma in fondo si sa, non sbaglia mai.